La Casa delle Acque Chiare

L’edificio si trova sul lato nord di Via A. Cugini poco prima della strada ferrata Reggio – Scandiano. Il Rio Acque Chiare-Bazzarole è un po’ più in là oltre la ferrovia, ultimo baluardo alla campagna che si è urbanizzata e si sta urbanizzando.

La casa è abbandonata da anni ed ora che risulta di proprietà comunale è tenuta in ordine da volontari dell’Associazione Acque Chiare – Bazzarole.
Il nome non è effettivo, dunque, ma affettivo; l’Associazione la sente come simbolo del luogo, portico-occhio che individua traiettorie verso il Parco Campagna circostante e le colline di Borzano.

Volumi, sagome e cannocchiali

Il complesso rurale si compone di due fabbricati di cui il primo è la casa vera e propria, tipico rustico con porta morta passante con ad est la stalla-fienile e ad ovest l’abitazione su due livelli, e l’altro costituito da un basso servizio coperto a due acque come la casa, ma caratterizzato dall’inserto a tetto di un timpano triangolare; il “basso” ha le aperture tamponate da gelosie in cotto tipiche dei caseifici.
Le costruzioni sono in muratura intonacata con il tetto a struttura lignea e la copertura in coppi.

Concetti d’uso e di recupero

Il fabbricato presenta un valore testimoniale che ne giustifica il recupero come tipo edilizio agricolo in via di sparizione.
La casa potrebbe trovare ragioni di riutilizzo come luogo di ritrovo con caratterizzazione dedicata alla cultura del territorio ed al godimento dell’ambiente.
Aprire e mantenere in attività una struttura di questo tipo significa far leva sulle forze del volontariato motivato su queste tematiche.

L’edificio in particolare per la parte dell’ex abitazione, è il luogo ideale per ospitare la sede di Associazioni storicamente collegate al territorio ed operanti in favore dell’ambiente, quali l’Associazione Acque Chiare-Bazzarole ed il Corpo delle Guardie Ecologiche Volontarie.
Gli spazi a disposizione potrebbero inoltre favorire momenti di aggregazione fra i cittadini, nelle forme più svariate e meno convenzionali.